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Genetica Medica

La genetica medica rappresenta uno strumento prezioso per tutelare la salute. Consente di individuare predisposizioni ereditarie e di trasformare conoscenze scientifiche in percorsi pratici di prevenzione. L’obiettivo non è creare allarmismi, ma offrire consapevolezza: sapere in anticipo quali rischi possono essere presenti permette di intervenire in modo mirato, riducendo la probabilità che una malattia si manifesti o peggiori.

Cosa fa il medico genetista

Il medico genetista aiuta le persone e le famiglie a capire se esistono rischi legati ai geni ereditati e come questi possano influenzare la salute. Nelle visite valuta la storia clinica personale e familiare, può prescrivere test genetici mirati e soprattutto spiega con chiarezza i risultati, trasformando dati

complessi in informazioni utili per la prevenzione e la cura.


Il genetista si occupa di differenti ambiti:


  • postnatale, quando un paziente già nato presenta sintomi o dubbi legati a possibili malattie ereditarie;
  • prenatale, quando si valutano i rischi genetici per una gravidanza o si interpretano test effettuati sul feto;
  • oncologico, quando si cercano eventuali predisposizioni ereditarie allo sviluppo di tumori, con l’obiettivo di individuare chi necessita di controlli più mirati e frequenti.


L’ottica principale è sempre quella della prevenzione: conoscere i propri rischi genetici permette di adottare stili di vita adeguati, programmare controlli periodici o, in alcuni casi, intraprendere interventi medici tempestivi per ridurre la possibilità che una malattia si manifesti o peggiori.

Genetica e tumori: prevenire conoscendo i propri rischi

Un’area molto importante è la genetica oncologica, che studia la predisposizione ereditaria ad alcuni tipi di tumore.

In alcune famiglie, la presenza di più casi di tumore, soprattutto in giovane età, può dipendere da una mutazione genetica trasmessa di generazione in generazione.


I casi più conosciuti riguardano:


  • mammella e ovaio, spesso collegati ai geni BRCA1 e BRCA2;
  • colon-retto e utero, legati alla cosiddetta sindrome di Lynch;
  • altri tumori meno frequenti ma geneticamente determinati, come pancreas, stomaco, rene o alcune forme endocrine.

A cosa serve la visita oncogenetica

Conoscere la propria predisposizione genetica non significa ricevere una condanna, ma avere l’opportunità di giocare d’anticipo.

La visita permette infatti di:


  • stimare il rischio personale e familiare;
  • valutare se eseguire un test genetico;
  • impostare controlli su misura, più precoci e regolari;
  • discutere eventuali strategie preventive, dallo stile di vita a interventi medici dedicati.


In questo percorso, il genetista è un punto di riferimento che accompagna passo dopo passo, aiutando a prendere decisioni consapevoli per proteggere la salute nel tempo.

Genetica Medica

Dott.ssa Elena Repetti

Medico chirurgo specialista in

Genetica Medica